Lentamente torno ad odorar la salsedine
di quel profumo tipico del mare quando si è vicino agli scogli.
Torno mesto e silenzioso delle mie profondità dove tutto è calmo e tranquillo.
Torno a navigare l’infinito del mio mare, con la prua diretta all’orizzonte, consapevole che, forse, non lo varcherò mai.
Torno con me stesso, invisibile all’occhio ma visibile ai sensi.
Torno dolcemente a naufragare nel mio mare con l’intento di non allontanarmi dalla sua superficie poiché adesso so che posso perdermi.
Torno, come solitario guardiano del Faro, ad illuminare, per quel che mi è possibile, la rotta ai naviganti che la via hanno smarrito.
Seguo, silenziosamente, la naturalezza del movimento delle maree, scivolando su di esse, soffermandomi nei pertugi sottomarini da cui è possibile accedere nei mondi “altri”.
Torno nell’anima della conchiglia, con la serena sensazione di aver affidato alla fertilità della terra il seme che, con amore, lì ho piantato.

Torno, felice, con un tesoro nel cuore, ad odorar di mare.

(tratto dal libro: Camminarsi Dentro).

GIROSOLAKAYAK