1834 metri – La Vetta del Gennargentu

Sono tante le esperienze che ti cambiano, ma salire lassù, nel punto più alto della tua terra, ti cambia per sempre.

1834 metri di pura salita emozionale, tra fatica, stupore, pace, serenità e qualche piccolo dolore.
Il Massiccio del Gennargentu: la Porta d’Argento, così chiamato per le sue spettacolari luminescenze argentate, che animano il colore di questa montagna.

Quando la guardi dal basso, ironicamente non sembra così alta, scorgi a fatica quella piccola croce posta su Punta La Marmora, sembra minuscola, poi man mano che sali, resti senza fiato e parole per tutto ciò il paesaggio ti regala, una leggera armonia, quella che ti avvolge morbida, che altro dire…un paradiso incontaminato.
Gli animali liberi, nel loro stato più puro, fanno da cornice ai panorami che si espandono dentro sguardi inesauribili. Tante le impressioni che restano indelebili nella salita, come quella di fermarsi ad ascoltare un fiume che scorre indiscreto sotto le rocce, leggero, senza farsi vedere. Alzare lo sguardo e nel silenzio osservare un gruppo di mufloni attenti che fanno i guardiani delle valli, le mucche che pascolano, e costante resta quel profumo di timo che si disperde al vento, e poi ci sono loro, le peonie, le regine di questi luoghi che si schiudono con quieta bellezza lontano dagli occhi del mondo…

E dopo tanti passi…arrivi lì, e guardi quella croce che lucida ti abbaglia, non è certo piccola, anzi ad essere umani a volte ci si sente piccoli, davanti a 360° di immensa vastità.

La Sardegna, la mia terra, tutta, davanti agli occhi.

In un secondo fai una panoramica con tutto il corpo ed è quasi irreale la gioia che si sente, ad essere nel punto più alto di un’emozione.
Il cuore sembra volere uscire dal petto, perché è solo lì, che si prende consapevolezza di quanta bellezza puoi avere sotto i piedi, di quante radici si insinuano dentro, legate nel sangue e nella terra con un filo che non si spezzerà mai.

Un attimo per riprendere fiato, con immensa gratitudine.

GIROSOLAKAYAK